lunedì 11 giugno 2007

Petronio e il banchetto di Trimalcione
Il Satyricon di Petronio è un'opera interessante che in questo caso ci consente di "fotografare" una cena dell'antica Roma, organizzata dal ricchissimo Trimalcione. Si tratta di cibi ricercati e costosi ben lontani dalla dieta dei primi romani che basavano la loro alimentazione sul consumo di piatti a base vegetale, sarà con la fine della Repubblica e l'inizio del dominio imperiale che sulle tavole dell'Urbe giungeranno cibi priovenienti dai mercati asiatici e africani, ne conseguì da parte delle classi più ricche la volontà di stupire e mostrare la propria opulenza anche a tavola presentando ai convitati dei cibi "nuovi" e ricercati...
“…Tornando all’antipasto, su un grande vassoio era sistemato un asinello, di bronzo corinzio, che portava una bisaccia a due tasche, delle quali l’una conteneva olive chiare, l’altra scure... Dei piccoli sostegni, poi, saldati al piano del vassoio, sorreggevano dei ghiri spalmati di miele e cosparsi di polvere di papavero. Non mancavano anche delle salsicce che friggevano sopra una griglia d’argento e sotto la griglia prugne siriane con chicchi di melagrana... Seguì una portata: si trattava di un vassoio rotondo che aveva disposti, uno dopo l’altro, in circolo, i dodici segni zodiacali, sopra ciascuno dei quali il maestro di cucina aveva sistemato il cibo proprio e adatto al referente... Accorsero poi saltellando a tempo di musica quattro camerieri e tolsero la parte superiore del trionfo. Compiuta questa operazione, scorgiamo nella parte più bassa pollame e ventri di scrofa ed in mezzo una lepre, provvista di ali, in modo da sembrare un Pegaso... e già era stato sistemato sulla tavola un trionfo contornato da alcune focacce, il cui centro era occupato da un Priapo, realizzato da un pasticcere, che secondo l’iconografia consueta teneva nel suo ampio grembo ogni sorta di frutti e di grappoli... Concesso quindi un momento di calma, Trimalcione fece servire i dolci, consistenti in tordi fatti di farina di segale impastata, farciti di uva passa e noci. Fecero loro seguito anche delle mele cotogne su cui erano confitte delle spine, in modo da sembrare dei ricci di mare”
(Petronio, Satyricon, 31-69 passim.)

2 commenti:

cassandrina ha detto...

Dovrei lasciare un commento per ogni tuo articolo, è tutto molto interessante sia sotto il profilo storico-culturale che come spunti per allestimenti e decorazioni.
Mi occupo di sculture vegetali, arte thailandese, ma mi affascina enormemente la costruzione scenografica del banchetto.
La storia dell'arte molto ci dice, purtroppo non va così a ritroso nel tempo.
Continuerò a leggere avidamente, ho tutto da imparare.
Bravissimo

Anonimo ha detto...

molto interessante e con lucida esposizione. Approfondirò le mie ricerche. Complimenti, comunque, per gli studi fatti e per l'insieme di nozioni fornite. roberto teramo